domenica 27 dicembre 2009
Un brano del libro Disperso in Russia (scrittura automatica medianica)
Ero al pranzo della Prima Comunione del figlio di una mia cara amica, la giornata era trascorsa normalmente ed ero molto tranquilla. Verso le quattro del pomeriggio la festa stava volgendo al termine e ci servirono il caffè mentre ero intenta a conversare con un’altra invitata. Pochi minuti dopo, iniziai ad avvertire uno strano malessere e pensai che qualcosa mi avesse fatto male dal momento che stavo sudando freddo e accusando oltretutto un fortissimo mal di testa. L’invitata con la quale stavo parlando, si accorse del mio malore e iniziò a guardarmi dritta negli occhi, anch’io la fissai e in quel momento avvertii una strana presenza. Mi venne all’improvviso in mente un nome maschile che iniziò a ripetersi come una cantilena nella mia testa. Non sapevo a chi appartenesse, ma l’istinto mi spinse a ripeterlo ad alta voce alla donna davanti a me. La donna ebbe un attimo di turbamento e a quel punto le chiesi se sapeva a chi appartenesse quel nome che mi stava martellando i timpani. Sbigottita mi rispose che “Aristide” era il nome di suo nonno, anzi lei lo definì il suo angelo custode. Subito dopo quella rivelazione, sentii il bisogno urgente di scrivere qualcosa e chiesi un foglio di carta al cameriere sul quale scrissi la seguente parola: “Kuznetsovo”. Quella parola non mi diceva niente, ma sul volto della donna notai un’aria molto perplessa. Le chiesi allora notizie più precise riguardanti suo nonno e lei mi rispose che non l’aveva mai conosciuto poiché era morto in guerra e il suo corpo non era stato più ritrovato perché disperso in Russia. Finito il pranzo al ristorante, decidemmo di andare a fondo alla questione e, insieme a un gruppetto di amici ristretti informati sull’accaduto, ci recammo a casa della donna. Ovviamente eravamo tutti curiosi di conoscere il significato di quella parola scritta sul foglio e dopo alcune supposizioni, optammo per l’ipotesi che si trattasse del nome di una città. A quel punto la padrona di casa ci portò l’Atlante alfabetico del Touring Club e scoprimmo, con grande sorpresa, che “Kuznetsovo” era proprio il nome di un paesino situato sul Mare di Okhotsk (Mar di Siberia) nel canale di Tataria, esattamente dove si erano perse le tracce del nonno Aristide.
IL LIBRO
Chiaramente come si può intuire dal titolo, il libro è un'autobiografia e tratta di una sequenza di episodi di carattere paranormale che hanno caratterizzato gran parte della mia vita.Il testo è suddiviso in quattro parti, la prima è dedicata al "Mondo Onirico" all'interno della quale sono narrati una serie di sogni premonitori, reali/lucidi, profetico spirituali ecc.. La seconda parte riguarda i "Fenomeni Medianici" dove avviene l'impatto materiale con il mondo paranormale: "esperienze fuori dal corpo", "la psico-fonia", "il poltergeist", "l'ingresso nell'occulto", "le entità maligne", "gli angeli", ecc.ecc.. La terza parte invece riguarda la "Divinazione e i Messaggi dall'Aldilà" , tramite "la scrittura automatica medianica", "i contatti extrasensoriali","gli incontri con anime trapassate", "i messaggi e le poesie in scrittura automatica",ecc.ecc.. La quarta e ultima parte è dedicata "All'espiazione", dopo aver conosciuto il male si risale a livelli superiori sino ad incontrare virtualmente "Padre Pio",avviene la purificazione dell'anima attraverso "L'esorcismo", per giungere finalmente a quel cambiamento interiore, dovuto al lungo cammino spirituale, che sfocerà nella "vena artistica" ecc.ecc.. Insomma ce ne sono di cose da scoprire. Buona lettura!
IL PARANORMALE
Ai confini della realtà, lanciando il proprio sguardo oltre l’orizzonte del mondo reale, gli occhi più esperti riusciranno ad intravedere e le orecchie più attente riusciranno a percepire ciò che sembra intangibile ed evanescente. Apparirà un mondo, dove la materia si è trasformata in natura incorporea e, addentrandosi pian piano nei meandri dell’inconscio, si varcherà la soglia dell’ignoto. Una dimensione parallela concettualmente astratta, dove il nostro essere è essenzialmente composto dalle nostre sensazioni, dai nostri umori, dai nostri ricordi, dalla nostra capacità recettiva nel saper captare e ascoltare certi messaggi. Ogni essere umano può avere tali capacità, ma il percorso prima di giungere alla soglia è duro e mai privo di rischi, pertanto bisognerà alleggerire le nostre zavorre purificando le nostre coscienze, lasciando dietro di noi tutto ciò che può essere negativo e d’ostacolo a quel cammino spirituale che solo attraverso la “sana conoscenza”, può portarci a scorgere quella luce che proviene dall’aldilà.
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