lunedì 1 febbraio 2010

Sogno “La premonizione” (premonitore 1978) brano tratto dal libro

Era mattina presto e sognavo di trovarmi a casa dei miei suoceri a dormire quando il trillo del telefono mi svegliò, risposi e una voce mi disse di recarmi immediatamente presso la Clinica “Nuova Latina” in via Tuscolana a Roma.
Mi alzai e mi vestii in fretta, uscii da casa e mi diressi alla fermata dell’autobus che arrivò quasi subito. Dopo qualche fermata mi resi conto di aver preso l’autobus sbagliato, infatti, stava andando nella direzione opposta. Supplicai l’autista di fermarsi, il quale mosso a compassione arrestò la marcia, scesi e iniziai a correre. In quel momento mi accorsi che il cielo era coperto da nubi nere e minacciose che lasciavano intravedere sprazzi di cielo rosso dalle sfumature violacee, tale visione incupì il mio animo mentre l’ansia mi divorava man mano mi avvicinavo alla meta, ignara di ciò che mi stava aspettando.  
Arrivai trafelata all’ingresso della clinica, una persona mi disse di salire al primo piano, feci le scale due gradini alla volta e mi trovai davanti alla porta di una stanza d’ospedale… entrai ma non c’era nessuno. Notai il materasso ripiegato sul letto e in quel momento arrivò un’infermiera … mi guardò dritta negli occhi e mi disse che ero arrivata troppo tardi perché mio padre era già morto.

Post scriptum:
La mattina seguente mi risvegliai in preda al panico, ma per fortuna era stato solo un brutto sogno, mio padre stava benissimo e godeva di ottima salute. Era aprile del 1978.
Nell’agosto dello stesso anno mio padre si ammalò e purtroppo gli fu diagnosticato un carcinoma maligno fulminante e alle 9.15 del 20 dicembre 1978 morì presso la Clinica Nuova Latina, dove, due giorni prima, era stato ricoverato per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Aveva cinquantaquattro anni.
 Ero stata al suo capezzale per tutta la notte, verso le quattro del mattino mi disse che doveva scendere dal letto e andar via perché lo stavano aspettando. Gli chiesi chi lo stesse aspettando e lui indicò fuori dalla finestra. Mi affacciai e gli risposi che non c’era nessuno, ma lui, guardandomi con aria perplessa mi disse: “ … non li vedi quelli lassù nel cielo, eppure dovresti, … sono molto luminosi, sembrano delle stelle … non aver paura, gli extraterrestri mi sono venuti a prendere, non piangere sono buoni e non mi faranno del male ”.
Furono le ultime frasi che proferì dopodiché entrò in coma. Verso le sei del mattino mio marito mi portò  a casa dei suoi genitori per farmi dormire un po’, ma poche ore dopo ed esattamente alle 9.15 fui svegliata dal trillo del telefono.
Mio suocero mi disse che dovevo andare ed io capii.
Mi alzai e mi vestii in fretta, uscii da casa e mi diressi alla fermata dell’autobus che arrivò quasi subito. Dopo qualche fermata mi resi conto di aver preso l’autobus sbagliato, infatti, stava andando nella direzione opposta. Presa dalla disperazione supplicai l’autista di fermarsi, il quale mosso a compassione arrestò la marcia e mi fece scendere …  iniziai a correre.  
Il cielo era coperto da nubi nere e minacciose che lasciavano intravedere sprazzi di cielo rosso dalle sfumature violacee … tutto si stava svolgendo esattamente nei minimi particolari del mio sogno, ma purtroppo questa volta non era un incubo bensì una terribile realtà ed io sapevo bene a cosa stavo andando incontro, nonostante la mia mente si rifiutasse di credere che ciò stava realmente accadendo.
Arrivai trafelata all’ingresso della clinica, divorai le scale che portavano al primo piano ed entrai nella stanza dove era ricoverato mio padre, ma ormai non c’era più nessuno. Stupita mi soffermai ad osservare lo stesso materasso del sogno ripiegato sul letto e in quel momento giunse mia madre che in lacrime mi disse: “ Sei arrivata troppo tardi tuo padre è morto!” 



I SOGNI

  Il Sogno è un fenomeno psicologico che raggruppa una serie d’immagini e di sensazioni che si presentano                  alla mente durante il sonno. Tali immagini si sovrappongono durante il sogno e sono riconducibili a stimoli interni o esterni, oppure a ricordi a volte lontanissimi dimenticati e archiviati nella memoria.Ogni essere umano, grazie alla memoria, ha la facoltà di conservare le tracce del proprio vissuto e più propriamente, il sogno ci aiuta a rivivere il passato della coscienza, rievocando situazioni già provate o inconsce.
Secondo le mie esperienze ho classificato i sogni nelle seguenti categorie:

1.                  Sogni comuni
2.                  Sogni premonitori
3.                  Sogni reali
4.                  Sogni profetico - spirituali
5.                  Incubi o sogni terrifici